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Abitudini alimentari e vita quotidiana dalle carte di un antico convento di Sicilia

PRESENTAZIONE

La mostra

La mostra offre al suo pubblico la possibilità di partecipare ad un’esperienza coinvolgente e interattiva attraverso la visita virtuale di un antico convento e dei suoi ambienti: la biblioteca, la cucina, il refettorio e il dormitorio; tutti ricreati liberamente grazie all’intelligenza artificiale. Ad ogni ambientazione è stato legato un breve racconto, da leggere e ascoltare, che vede come protagonisti i frati del convento. Ulteriori contenuti, immagini e approfondimenti su tradizioni, oggetti, feste, pietanze accompagnano la storia dei personaggi. Il focus principale della mostra è il tema delle cibarie: le abitudini alimentari, gli ingredienti, i prodotti tipici, le preparazioni tradizionali, le pietanze consuete di una comunità di religiosi realmente esistita, quella dei Minimi discepoli di San Francesco di Paola di Salemi, un piccolo paese dell’entroterra della provincia di Trapani. I loro documenti storici, conservati nell’Archivio di Stato di Trapani, sono ricchi di segreti e usanze sulla vita quotidiana e sulla tradizione culinaria dell’ordine, tra il XVII e il XIX secolo. Una tradizione che, inevitabilmente, contribuisce a gettare luce sulla storia economica e sociale di un’intera comunità.

STORIA E PERSONAGGI

La storia e i personaggi

I documenti d’archivio del 1768 ci riferiscono di un convento abitato da 6 frati: Gaetano Diana, vicario e governatore del convento, Giandomenico Brescia, Michelangelo La Franca, Antonino Coppola, Bonaventura Purcazio e, infine, Andrea Fici. I loro nomi sono stati scelti per dare vita ai personaggi che, tra realtà e immaginazione, animano la nostra narrazione. Ad accompagnare i visitatori durante il percorso è frate Andrea, che svolse, tra il 1767 e il 1776, il compito di quinterniero, cioè di addetto alla compilazione del registro di contabilità. Nelle storie, il narratore assume spesso la prospettiva di fra’ Andrea che, attraverso i suoi ricordi e il racconto di aneddoti ed episodi al quale si immagina abbia assistito, ci presenta, uno dopo l’altro, un ampio e variegato insieme di personaggi e situazioni, ognuno dei quali ha un suo ruolo nella composizione, contribuendo a conferirle un aspetto corale. Altre figure fanno la loro comparsa fugace nella narrazione, che si svolge in un tempo non definito, ma che riflette, quanto più possibile, una rappresentazione del contesto sociale compreso tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento.
Nell’immagine si leggono le firme dei frati del convento apposte in calce al resoconto finale del trimestre di spesa dei mesi da ottobre a dicembre del 1768.

Riferimenti archivistici
Corporazioni religiose soppresse. Salemi. Convento di San Francesco di Paola. Scritture contabili. Introiti ed esiti.
Unità archivistica
Libro di esito, n. 10, c. 28v. IT-TP0021+crss-csfp_10+0059.jpg
Estremi cronologici dell’unità archivistica
1767-1777

OBIETTIVI

Obiettivi

Partendo dai documenti storici conservati nell’Archivio di Stato di Trapani, si è voluto costruire un prodotto digitale basato sullo storytelling e sull’interattività, che si pone un duplice obiettivo: la valorizzazione delle tradizioni culinarie del nostro territorio e, al contempo, del nostro patrimonio archivistico. Il risultato è una mostra digitale che vive nei due mondi della realtà e dell’immaginazione. I documenti d’archivio hanno fornito tutti gli elementi narrativi che compongono il percorso tematico: episodi, personaggi, ambientazioni, oggetti, alimenti, preparazioni, nomi sono stati fatti rivivere all’interno di storie che hanno come filo conduttore le usanze alimentari di una comunità religiosa contraddistinta da un rigoroso rispetto del valore del cibo, considerato dono e risorsa della natura. Guardando attraverso la lente di questa realtà particolare, il visitatore avrà occasione di riflettere su tematiche generali e trasversali, che includono il percorso dei cibi dalla costa all’entroterra, la loro stagionalità, le vecchie coltivazioni e i prodotti autoctoni del territorio, presentati con termini dialettali all’interno di antiche ricette della tradizione siciliana, che qui trovano origine.

Nell’immagine, il frontespizio di un libro di esito del convento di San Francesco di Paola con raffigurazione del motto “CHARITAS” all’interno di un cartiglio.

Riferimenti archivistici

Corporazioni religiose soppresse. Salemi. Convento di San Francesco di Paola. Scritture contabili. Introiti ed esiti. Libro di esito, n. 11.

Estremi cronologici dell'unità archivistica

1798 - 1808

Tipologia

Volume

Sei pronto ad entrare in convento e a immergerti nel vivo del nostro percorso? Scegli di visitare una o più stanze: potrai curiosare tra gli oggetti della cucina o tra i libri e i documenti conservati nella silenziosa biblioteca, conoscere i piatti pronti ad essere serviti sulla grande tavola imbandita nel refettorio o accedere alle stanze dell’infermeria con i suoi medicamenti. Preparati ad ascoltare storie che ti faranno sorridere e a cimentarti, se lo vorrai, nella lettura di antichi documenti, e perché no, a prendere spunto per sperimentare qualche antica ricetta. Buona visita!

BIBLIOTECA

Nella biblioteca i frati si sono riuniti per discutere di contabilità. Sbirciando nei loro libri potrai conoscere qualcosa di più sulla loro vita quotidiana, sulla gestione del convento e sulle loro abitudini. Tra spese ordinarie di cibo, pulizie, feste, elemosine e qualche imprevisto, riusciranno a far quadrare i conti? Scopriamolo insieme!

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INFERMERIA

Entra nell'infermeria a far visita a Fra' Michelangelo e tra unguenti, sciroppi e medicamenti vari, potrai conoscere qualcosa di più su personaggi legati al mondo della medicina e su alte altre figure di artigiani, mastri e lavoratori che gravitavano attorno alla comunità dei religiosi.

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REFETTORIO

Nel refettorio si sta allestendo un banchetto molto particolare...entra per saperne di più! Scoprirai i menù che i frati preparavano in occasione delle principali festività religiose, conoscerai curiosità sulle antiche ricorrenze celebrate in convento e tante tante ricette di piatti della tradizione siciliana.

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CUCINA

In cucina c'è gran fermento...entra e scoprirai cosa prepara il cuoco. Cerca il suo ricettario di dolci, rovista tra i suoi utensili, potrai anche curiosare nella sua lista della spesa con tutti gli ortaggi, i cereali, i pesci e le loro preparazioni. Il suo segreto? Materie prime di stagione e a chilometro zero!

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Biblioteca

Al suono della campanella, secondo un’antica usanza, i frati del venerabile convento al gran completo si ritrovavano congregati in biblioteca per esaminare il conto delle spese in vista dell’imminente controllo dei padri provinciali di S. Oliva di Palermo, in visita ufficiale l’indomani.

Infermeria

Refettorio

Cucina

Il consumo del pesce nel Convento di San Francesco di Paola

I pesci

Pesci e prodotti derivati

…. omnes illae personae quae venient ad vendendum pisces, et alia piscamina in hac Civitate Salem, habeant, et debeant solvere, et dare Venerabilis Conventui Santi Francisci de Paula huius predictae Civitatis rotulum unum pro quolibet carico omnium piscium, et aliorum piscaminum….”. Tanto si legge nel Libro Rosso della Città di Salemi e, in particolare, su un documento del 1589 che fa riferimento al ripristino, da parte dell’allora Capitano del Regno don Antonino Bologna, di un antico privilegio risalente al 1576, in base al quale il Convento di San Francesco di Paola aveva acquisito il diritto di ricevere un rotolo per ogni carico di pesce venduto in città.

Nel rigoroso rispetto della regola alimentare dei Minimi, che vietava la carne e i suoi derivati, il pesce rappresentava, nella dieta quotidiana dei frati di Salemi, una delle principali fonti di apporto proteico, essendo presente giornalmente.

I registri di cibarie ci forniscono diverse indicazioni sull’insolito consumo quotidiano del pesce in un centro dell’entroterra siciliano, riportando indicazioni sui centri di approvvigionamento, come ci informa anche lo storico locale Cremona: “Comechè poi in questa Città non vi fosse il mare, non v’ha pur di meno qualsiasi stagione dell’anno penuria di pesci venendo continuamente trasportata gran quantità d’ogni sorta or da Trapani, or da Marsala, or da Mazzara ed or anche da Castell’amare …” (Cremona 1762, 128). Non è chiaro se il privilegio sopra richiamato trovasse ancora applicazione nel periodo esaminato (secoli XVII-XIX), ma spesso sui volumi si legge come, in concomitanza con particolari occasioni solenni o festività religiose, il pesce venisse donato da alcuni rappresentanti delle famiglie nobili dell’epoca, come i Monroy o i Villaraut. 

Altro elemento interessante riguarda le svariate specie di pesci del Mediterraneo che, sulla base della stagione, arrivavano sulla tavola dei frati in forma di pietanze talvolta semplici, talvolta molto elaborate, ma con tipologie di preparazioni ricorrenti: arrostiti, ammarinati, bolliti, stufati, “alaghiotta”, “capoliati”, fritti, a “beccafico”, a “conza dolce” o “a coniglio”. Oltre ai pesci, è attestato anche il consumo di prodotti derivati principalmente dal tonno, come il “lattumi”, l’uovo di tonno, la surra, la “tunnina” e la ventresca o ventre di tonno, mentre il “macchetto” era una salsa derivata dalle acciughe salate.

Di seguito un elenco dei nomi dei pesci rintracciati su alcuni dei registri analizzati con le relative preparazioni ed alcune ricette.