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Diploma di aromatario
Descrizione
Gli aromatari erano una sorta di farmacisti ante litteram. Nelle loro botteghe vendevano una grande varietà di prodotti. Oltre ai tradizionali preparati e sciroppi medicali, commerciavano spezie spesso costose, come il cardamomo, la canfora, il rabarbaro e molte altre, dal doppio utilizzo: culinario e medico, come il pepe o lo zucchero, ed inoltre, candele, miele, cera, spago, sapone, inchiostri. Per esercitare questo mestiere era necessario ottenere un “diploma”, che veniva concesso da un collegio degli aromatari. L’Archivio di Stato di Trapani ne conserva un esemplare emesso a Palermo il 22 giugno 1650 dal Regio consigliere e Protomedico generale del Regno di Sicilia, Paolo Pizzuto, nel quale Sebastiano Parisi, cittadino di Monte San Giuliano (Erice), viene abilitato ad "aromatarii officium exercere". Il candidato è esaminato dall’aromatario palermitano Vincenzo D’Alberto. L’"intitulatio" e le parole più importanti della pergamena (mm 690 x 535) sono dorate o rubricate. L’iniziale “N” è dorata ed inserita in un riquadro miniato a tempera. Il documento si è conservato grazie al suo riutilizzo, nella seconda metà del XVII secolo, come coperta di un volume notarile del notaio trapanese Giuseppe Di Blasi, conservato in Archivio.
Bibliografia: Raffaella Di Giorgi, Documenti decorati della Sicilia, in Segni manuali e decorazione nei documenti siciliani, a cura di Diego Ciccarelli, Palermo, Officina di Studi Medievali, 2002.
Riferimenti archivistici/bibliografici
Fondo Pergamene
Estremi cronologici dell'unità archivistica
1650
Tipologia
Pergamena

