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Crocum biflorum - Zafferano da "L'erbario delle quattro stagioni" di Basilius Besler
Descrizione
L'uso di erbe e spezie era molto diffuso per il duplice uso che si faceva di alcune di esse, usate sia come rimedi curativi che come cibi o condimenti.
Tra le annotazioni delle spese dei frati si ritrova, talvolta, il riferimento a medicamenti ottenuti da piante o erbe, come nel caso dei finocchi selvatici e delle rose per la lavanda agli occhi (2 febbraio 1837), entrambi rimedi naturali noti per le proprietà lenitive e rinfrescanti. Si apprende che periodicamente si faceva ricorso all’acquisto di spezie o droghe, sostanze aromatiche di origine vegetale, dalle proprietà benefiche.
Tra queste ricorrono lo zafferano, in dialetto “zafarano”, noto per le sue qualità antiossidanti, che veniva utilizzato in diversi piatti, come la “pasta con melenzane, sarde salate e zafferano”.
Molto diffusa anche la cannella, valido alleato contro la glicemia, utilizzata soprattutto nelle preparazioni a "conza" dolce del riso o della pasta, insieme a latte di mandorla, zucchero, o del pesce. Curiosa, ad esempio, la ricetta delle "vopi a brodetto di latte di mandorle con cannella e garofali o con zafferano" o delle "salsiccelle stofate di vopi con estratto di pomodoro, cannella e garofali".
Inoltre, vengono menzionati anche i “galofari” (chiodi di garofano) e le noci moscate, dalle proprietà digestive e antinfiammatorie, il cardamomo, nell’uso dell’epoca “amomo”, una spezia versatile usata per il suo aroma agrumato e pungente e in medicina per le sue spiccate proprietà digestive, carminative e antinfiammatorie e, infine, il cimino o cumino.

