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Menù della festa dell'Assunta
Descrizione
Il 15 agosto i frati del convento celebravano la festa di Maria Assunta. Essi custodivano nella loro chiesa una statua della Vergine, appellata comunemente del Salso, che, in quel giorno, veniva venerata con particolare devozione. Si narra che sarebbe stata ritrovata circa un secolo prima della fondazione del convento, sotterrata in un terreno limitrofo al corso d’acqua noto come fiume Salso (Fiume Grande). Il periodo estivo, nel quale cadeva la celebrazione, offriva una ricca varietà di prodotti, con i quali comporre il delizioso menù della festa. Come primo piatto era solitamente servita una pasta con le melenzane, condita con pomodoro e zafferano o con l'aggiunta di sarde salate. I pesci, principalmente vopi, scurmi e rotondi, erano consumati spesso in elaborate preparazioni (a pallottili, a salsiccelle stufate) con ripieno di capoliato di sarde, o a mortaretti con ricotta di amandorle, miele e zucchero (1835). Tra i dolci, comuni erano le zeppole di semola. La sera seguiva un menù leggero, con ampio consumo di verdure di stagione come, ad esempio, la minestra di "tinnirumi" (tenerume).
Nell’immagine, si può leggere il menù del 15 agosto 1831, così composto:
pasta con melenzane e sarde salate;
prima pietanza: ballottoli di rotondi fatti a conza dolce con latte di mandorle;
seconda pietanza: rotondi capoliati (capoliato di sarde) fatti a mortaretti e pieni di crema di zuccaro (zucchero) e latte di mandorle;
intingolo di tonnina;
pira (pere), noci e mandorle;
sera:
cucuzza fritta;
rotondi.
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Riferimenti archivistici/bibliografici
Corporazioni religiose soppresse. Salemi. Convento di San Francesco di Paola. Scritture contabili. Introiti ed esiti.
Unità archivistica
Libro di esito, n. 13, c. 55r.
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