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Menù della vigilia di Natale
Descrizione
La cena della Vigilia, come il pranzo di Natale, era caratterizzato da più portate. Nell’Ottocento, i menù della vigilia erano solitamente composti da tre pietanze di pesci diversi e da una ricca insalata. Queste ultime erano una costante del "cenone", servite a crudo o a caponata, con diverse varianti di pesci, tra i quali il ventre di tonno o il palamito con le olive.
La composizione del menù serale del 24 dicembre 1835, che si legge nell’immagine, prevedeva:
insalata con caponata di lattuche, acci (sedano), cipolle, finocchi e sarde salate;
prima pietanza: ritondi fritti;
seconda pietanza: sarde salate con passoloni di olive;
terza pietanza: macchetto fritto;
acce (sedano) e finocchi;
cobeta e nocciole.
Durante il pranzo di Natale, invece, si riproponeva spesso il riso con latte di mandorla, particolarmente usato nel Settecento e, a questo, si affiancavano altre preparazioni, come il riso a coccio con pesce crapolato, cannella e garofali.
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Riferimenti archivistici/bibliografici
Corporazioni religiose soppresse. Salemi. Convento di San Francesco di Paola. Scritture contabili. Introiti ed esiti.
Unità archivistica
Libro di esito, n. 13, c. 196r.
Estremi cronologici dell'unità archivistica
1829-1838
Tipologia
Volume

