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Il contenuto di un'aromateria
Descrizione
Il regolamento sull’esercizio della professione di aromatario, in Sicilia, venne redatto dal Protomedico del Regno, Ruggero de Camma, nel 1407, per volere di Martino d’Aragona e si ispirava alle Costitutiones emanate nella prima metà del Duecento da Federico II. Nel tempo vennero fissate norme che regolavano la tenuta delle aromaterie, il numero consentito di botteghe, la loro distanza l’una dall’altra, mentre gli accorgimenti da seguire per la buona conservazione di semplici e composti, facilmente deperibili, si ritrovavano nella letteratura medica dove, già dal Quattrocento, si prescriveva di non esporli alla polvere, al sole, all’umidità o al fumo. Dentro le botteghe si trovavano diversi strumenti del mestiere: bilancini, pesi, lame ed un’ampia varietà di contenitori, tra cui bornioni, bornie e bornionette di creta e di vetro, quartari di creta e fiaschi. Un documento conservato nell’Archivio di Stato di Trapani, ci permette di conoscere il contenuto dell'aromateria del Collegio dei Padri Gesuiti di Trapani che, in seguito all’espulsione dei frati per ordine reale, divenne oggetto, il 2 gennaio 1768, di una dettagliata relazione di stima da parte degli aromatari don Francisco Borduela, don Pietro Pizzardo, don Dionisio de Bartoli. L’elenco comprende sciroppi, conserve, radici, fiori, piante, erbe, empiastri, semi, polveri, pillole, estratti, olii, salii, balsami, tinture, spiriti, gomme, creme e, infine, il corallo rosso e il sangue di vipera e di tartaruga usati come medicamenti.
Bibliografia: Daniela Santoro, Profili di speziali siciliani tra XIV e XVI secolo, in “Mediterranea. Ricerche storiche”, anno IV, aprile 2007, n. 9.Risorsa online www.storiamediterranea.it
Riferimenti archivistici/bibliografici
Fondo: Secrezia di Trapani, Gesuiti
Unità archivistica
Inventario beni gesuiti, b. 188, cc.198 v. – 214 v.
Estremi cronologici dell'unità archivistica
1767-1768
Tipologia
Volume
