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Menù di San Giuseppe
Descrizione
Per celebrare San Giuseppe, oltre alle tradizionali "Cene di San Giuseppe" con la raccolta delle elemosine, si ritrovano notizie dell'esistenza, a partire dall'Ottocento, dell'usanza chiamata "Convito dei 5 poveri", che si svolgeva in coincidenza o in prossimità del 19 marzo.
Per l'occasione venivano invitati in convento 5 bisognosi, ai quali, oltre alle elemosine in denaro, si offriva un lauto pasto, del quale ci rimane testimonianza in questa immagine che riproduce il menù del convito che venne organizzato il 30 marzo:
pasta con la mollica;
prima pietanza: salsiccelli di vope stufati;
seconda pietanza: morina ad agliotta;
terza pietanza: pasticcio scoverto di broccoli, finocchi, cardoni, passoli e olive; quarta pietanza: asinelli fritti;
primo intingolo: sparaci fritti;
secondo intingolo: finocchi.
Il pasto si concludeva con la distribuzione di un pane per ciascuno dei convitati e con l'elargizione dell'elemosina.
Nel corso degli anni, il menù del "convito" variava nelle portate, mantenendo costante l'abbondanza. Tra i piatti consueti: la pasta con la mollica (pietanza tipica di San Giuseppe), il pasticcio scoverto, con la variante dei broccoli, finocchi, sparaci e tonnina e, tra i piatti dolci, le cassatelle di ceci con miele e vino cotto.
Ancora oggi a Salemi la Festa di San Giuseppe è particolarmente sentita e per l'occasione si realizzano le "Cene di San Giuseppe", altari decorati con pani riccamente elaborati, e la cerimonia dell'Invito dei Santi, con la preparazione di oltre 101 pietanze, simbolo di abbondanza.
Riferimenti archivistici/bibliografici
Corporazioni religiose soppresse. Salemi. Convento di San Francesco di Paola. Scritture contabili. Introiti ed esiti.
Unità archivistica
Libro di esito, n. 13, c. 14r.
Estremi cronologici dell'unità archivistica
1829-1838
Tipologia
Volume

